venerdì, luglio 06, 2007

non credo all'oroscopo......



Segno Zodiacale: Toro

Il Sole si trova in Toro tra il 21 Aprile e il 21 Maggio
Il pianeta dominante è Venere, l'elemento è la terra, la qualità è fissa.


Il Toro e' dotato di una resistenza e di una pazienza che lo portano a raggiungere mete impossibili per qualsiasi altro segno. Appartenendo alla schiera dei segni fissi, e' piuttosto moderato e tradizionalista. Ha la tendenza a fare le cose piano, ma molto bene.

Spesso viene considerato pigro. Si tratta, pero', di una concezione erronea della sua natura! Il Toro e' solo disciplinato e controllato e vuol sempre sapere dove sta andando.

Le sue peculiari caratteristiche gli permettono di avere un ottimo rapporto con il denaro. Il Toro tende ad accumulare ricchezze. Non e' pero' ne' avido ne' avaro: ha solo un forte istinto conservativo e la sua abilita' nel trattare il denaro e' congenita, assolutamente priva di malizia. Del resto, il Toro e' tutto fuorche' malizioso: al contrario, la sua bonta' lo porta, a volte, a fidarsi troppo del prossimo e a rimanere deluso (se non addirittura raggirato) da quest'ultimo.

La lentezza e le difficolta' con le quali il Toro raggiunge i suoi obiettivi possono portarlo a essere decisamente possessivo verso quello che gli appartiene, che si parli di beni materiali o di affetti. Questo difetto del Toro viene compensato, almeno per quanto riguarda i rapporti sentimentali, dalla fantastica sensualita' che possiede, e che rende i suoi rapporti affettivi ricchissimi di entusiasmo e passione.

Il segno del Toro corrisponde, anatomicamente, alla parte inferiore della testa; al collo e alla gola in particolare. Gi appartiene a tale segno dovra' stare attento, dunque, a torcicolli, faringiti e tonsilliti, sempre in agguato!

Nei sentimenti, pur essendo dotato di una sensualita' fuori dal comune, che gli permetterebbe di concedersi molteplici avventure, il Toro ha interessi e intenzioni piuttosto tradizionali. Ama la famiglia e il suo fine ultimo e' quello di raggiungere una vera sicurezza affettiva.

Per l'influenza di Venere, e' attratto particolarmente da tutto cio' che e' bello. Il suo partner ideale deve farsi riconoscere grazie a un aspetto fisico molto curato e, possibilmente, attraente. Dopo un primo approccio fondato sull'esteriorita', il Toro continuera' tuttavia ad apprezzare il partner con intensita' nel corso degli anni, soprattutto se tale partner condividera' la carica sessuale non indifferente del Toro.

Rappresentanti importanti di questo segno sono:
Karl Marx, Sigmund Freud, Elisabetta II d'Inghilterra, Rodolfo Valentino, Al Pacino, Uma Thurman, George Clooney.

Colore da portare: il verde.

Pietra portafortuna: lo smeraldo

Metallo: il rame.

Fiore: la rosa.

Giorno favorevole: il venerdì, in onore di Venere

mercoledì, luglio 04, 2007

bustina nuova...



Lei: Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra,
violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento/ e dopo si vedrà
Lui: Una parola ancora
Lei: Parole, parole, parole
Lui: Ascoltami
Lei: Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Lui: Ecco il mio destino, parlarti, parlarti come la prima volta

“Parole parole parole” di Chiosso - Del Re - Ferrio (1971) cantano: Mina & Alberto Lupo



Mi sono interrogato più volte sul senso di questa rubrica. Cosa ci
azzecca, come direbbe qualcuno, parlare di stagioni climatche, di
politica o guerra nella pagina finale di una rivista dedicata
all'architettura? Mi è tornato in mente però l'intervento di Peter
Eisenman a Bologna durante la festa per i 35 anni di "Parametro".
Eisenman metteva l'accento sull'importanza dello scrivere di
architettura ma sopratutto dello scrivere per progettare, di quanto
lui non riuscisse a progettare senza affrontare i problemi trovando le
parole per descriverli e indagarli. Mi è parso più chiaro il senso di
parlare anche d'altro per parlare alla fine comunque di architettura.
Mi è sembrato chiaro che un fare progettuale slegato dal
contemporaneo, dall'hic et nunc inteso come vita quotidiana, dai
bisogni, dalle azioni, dalle diverse prospettive di pensiero ma
innanzitutto dalle parole fosse un'architettura monca,
autoreferenziale, assente e lontana, solo edilizia, alla fine. La mia
docente di Urbanistica consigliava di leggere romanzi e non libri di
architettura, perchè solo lì si potevano scorgere le pulsioni, le
passioni, le miserie e le ricchezze degli individui e le loro
relazioni. Confortato da questi pensieri ho allargato di nuovo lo
sguardo e ho capito che le parole sono importanti (come diceva il
Moretti di "Palombella Rossa": "Chi parla male vive male e pensa
male."), le parole possono essere pietre, possono, ne abbiamo prova
tutti i giorni, far diventare colpevole un innocente e viceversa,
possono segnare confini, muri, recinti (e come vedete siamo di nuovo
all'architettura) e definire inclusioni ed esclusioni in una sorta di
moderna caccia all'untore, di mai interrotto ostracismo. Mi chiedo,
per esempio, quale sia la necessità giornalistica di citare o, per
meglio dire, di marcare la nazionalità di criminali o presunti tali,
cosa aggiunge alla notizia sapere che lo spacciatore è marocchino o
colombiano e il rapinatore rumeno o albanese? Per non parlare dello
stupore (quasi dispiacere) quando si scopre che i veri colpevoli sono
i vicini di casa o i parenti più prossimi. Mi viene in mente un
episodio della mia infanzia, quando in autobus, passando accanto ad un mattatoio, mia sorella, guardando un camion di cavalli trasportati
verso la macellazione esclamò ad alta voce un "poverini!", ma subito
un uomo in piedi vicino a lei la rassicurò (sic!): "non si preoccupi,
signorina, quelli sono cavalli yugoslavi...", sicuro che la tristezza
di mia sorella per la loro triste sorte dovesse svanire all'istante
per il solo fatto che non erano animali nostri connazionali ma altro
da noi, stranieri, diversi... detto questo vorrei proporre un
esercizio di igiene civile, smetterla di segnalare la nazionalità o la
razza (a meno che non sia proprio quello il nocciolo della notizia)
raccontando gli individui come individui e se sono ladri come ladri e
se assassini come assassini ed eroi come eroi. Forse così potremmo
iniziare a sconfiggere quell'architettura della falsa difesa, della
paura che diventa esclusione e iniziare a riappropriarsi di parole
vere, quelle che costruiscono, quelle che servano a costruire
architettura concreta, l'unica mai divisa da quella dello spirito...

venerdì, giugno 29, 2007

giovedì, giugno 28, 2007

sabato, giugno 23, 2007

vodka martini



Ingredienti

8/10 di Vodka
2/10 di Vermouth dry

Procedimento
Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nel mixing glass e aggiungere gli altri due ingredienti. Mescolare bene per 6-8 secondi con l'apposita asticella e versare nel bicchiere. Decorare con un'oliva.

Varianti
L'oliva può essere sostituita da una strizzatina di buccia di limone in superficie.

Metodo: mixing glass
Bicchiere: coppetta da cocktail
Decorazione: un'oliva

cuba libre


per una persona:

35 ml rhum bianco
100 ml Coca Cola
succo di mezzo lime
3 gocce di angostura bitter
ghiaccio


Mettete nel bicchiere il ghiaccio, aggiungere il rhum, il succo di lime leggermente spremuto, l'angostura e poi la Coca Cola.
Mescolate bene e aggiungete una fettina di lime.

lunedì, giugno 11, 2007

domenica, giugno 10, 2007

una scoperta parigina....


Jean-Charles Blais
Octobre, 1991, plate 6
aquatint on paper
38.75 x 29 in.
signed and numbered, ed. 45
published in collaboration with Erika Greenberg Schneider

lunedì, giugno 04, 2007

Jean-Auguste-Dominique Ingres



Bagno turco

1863
olio su tela ; diametro 108
Parigi, Musée du Louvre

domenica, giugno 03, 2007

alf laila wa laila

"shaken not stirred"



MARTINI DRY

* 2/10 vermouth Martini "extra dry Martini & Rossi
* 8/10 gin Plymouth,

PREPARAZIONE
Nel mixing glass
SERVIZIO
Calice a cono.
DECORAZIONE
Spruzzo di buccia di limone o oliva verde.
ORIGINI
Variante del Gin and French nato nel 1910 al bar del Knicherboker di New York, per opera del barman Martini.

venerdì, giugno 01, 2007

ultrachic!



For the Love of God
2007
Platinum, diamonds and human teeth
6 3/4 x 5 x 7 1/2 in. (17.1 x 12.7 x 19.1 cm)
Photo: Prudence Cuming Associates


Si chiama "For the love of god", è di Damien Hirst l'opera d'arte più costosa della storia.Costruita in platino, riproduce esattamente un teschio umano. Sulla superficie ci sono 8.601 diamanti, per un totale di 1.106,18 carati, dal 3 giugno sarà esposta alla galleria White Cube di Hoxton Square, a Londra. Il suo valore di mercato si aggira intorno ai cento milioni di euro.

lunedì, maggio 21, 2007

ritrovato!


l'avevo perso ma sotto la poltrona l'ho ritrovato....

bustina affrancata



Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles.
Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta.Era un bel problema, degno della massima attenzione.
Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.
John Fante “Chiedi alla polvere” Marcos y Marcos, Milano, 1994


Finalmente estate! Di conseguenza vi scrivo una bella “bustina” leggera e vacanziera. Attendo con malcelata impazienza il riciclo su giornali e tv di tutti quei servizi che parlano di abbronzatura, di dieta mediterranea, di vacanze truffa e di prova costume per cui bisogna perdere 7 chili in 7 giorni. Quest’anno la fa da padrone il tema del clima impazzito e della tropicalizzazione (sic!) del mediterraneo, argomento serissimo al limite del drammatico ma che risciaquato nei talk show serali, pomeridiani e anche mattutini (ma quanto parlano questi?!) diventa argomento da bar sport e non più come invece è di attualissima realtà. Altro tema inevitabile come le zanzare sarà quello che possiamo chiamare: consigli cultural-vacanzieri e cioè interviste ad intelletuali pseudo e non e a veline e tronisti su che libri porteranno in vacanza. Libri che loro non leggeranno ma che fa tanto chic mettere in valigia per compensare il senso di colpa dato dalle vere intenzioni: non fare un emerito nulla se non partecipare a feste più o meno Vip!. Anch’io mi accodo all’uso consueto e vi propongo un libro per l’estate. E' un volume edito da Skira e si intitola: “Cara Signora Tosoni - le cartoline di Casabella 1982-1995”. Raccoglie le cartoline-postcards di Jacques Gubler noto storico svizzero dell’architettura. ve lo propongo perchè ho un debito morale nei suoi confronti. la “bustina” che leggete su Parametro è ispirata all’ultima pagina di Casabella in cui compariva fino al 1995 uno scritto più o meno lungo che accompagnava una o a volte più immagini (cartoline appunto) che l’autore scriveva alla Signora Tosoni che era la segretaria di redazione della rivista. Frammenti di una cultura curiosa e “diagonale” che svilluppandosi lungo un percorso spazio-temporale numerato progressivamente ( era svizzero il nostro) sfruttava il rimbalzo tra parole e immagini unendo fili di un disegno ai più nascosto. Ogni cartolina un gioiellino di prosa dedicato tra l’ironico e il romantico alla Signora Tosoni. ( Che nella mia fantasia aveva il sommesso fascino di Miss Moneypenny la segretaria dei servizi segreti britannici che civettava con il james Bond di turno).Pagato questo debito posso smentire così che l’ispiratore sia l’Umberto Eco della “Bustina di Minerva” dell’ultima pagina dell’Espresso. In verità la rubrica che state leggendo si doveva chiamare - lettere dalla cantina - ma la mancanza di una chiara interlinea tra titolo e testo a fatto si che questo diventasse il titolo della bustina stessa e non della rubrica. L’irrispettoso gioco di parole tra Minerva e Minervini ha fatto il resto. Detto questo e dato a Cesare quel che è di Cesare e a Jacques quel che è di Jaques, ringrazio, mi scuso con i chiamati in causa e vi auguro una bella estate il che mi porta ad aggiungere al mio paniere un’altro meraviglioso libro:
“La bella estate” di Cesare Pavese edito da Einaudi, Torino, 1976.

Saluti tipografici&ultravioletti

giovedì, maggio 03, 2007

SEQUENCE 1. venezia 5/5_11/11_2007

Sequence 1:Pittura e scultura nella collezione François Pinault è il titolo della prossima mostra che verrà inaugurata a Palazzo Grassi il 5 maggio.
Venezia_5/5_11/11_2007



Martial Raysse
Nu jaune et calme, 1963
Olio, fotografia, collage su tela
97 x 130 cm
© Martial Raysse

mercoledì, aprile 11, 2007

sabato, aprile 07, 2007

Dino Gavina 1922∞2007


in memoria di Dino Gavina

sovversivo

"perché fortunatamente la vita è anche follia,
l'esistenza è sorpresa, l'avvenire avventura"